Adagiato

Adagiato m’inerpicasti dal tuo grembo Un vagito molteplice Ineffabile alla comprensione umana Producesti una vigilanza sconfinata A passeggio per i santuari di maggio La melodia delle creature intona  La perfetta dizione del verbo  Sotto forma magari di coccinella sul viso  O l’ardire del picchio Che scandisce il corso  Sopra l’insurrezione…

L’imperfetto approdo dei vostri sguardi

L’imperfetto approdo dei vostri sguardi Collude con il predatore di sogni  Che sornione ammicca  Dalla periferia dei miei giorni oscuri  Il perfido agguato del giudizio Preclude l’ardita scommessa del fato Corteggia l’insulso destriero Di un copione normale  Tratteggia a caratteri cubitali Le sirene dell’importanza personale  Vere per finta sul palcoscenico…

Sconfini un azzardato sollievo

Sconfini un azzardato sollievo che morde direttamente l’anima innesca la scintilla del fato che al tuo fianco sorseggia percorsi di gentile spietatezza biancheggia un dipinto romantico che strugge la tua cavalcata solitaria nell’indeciso silenzio dei dossi confuso dall’avvento di cieli tempestosi venuto per direracconti sospesi tra l’ignoto e la provvidenza.

La fontana del fragore

La fontana del fragore Sovrasta inebriati sensi Incute la vertigine Dei miei sorrisi  Per arrampicarsi in cielo Al banchetto dei ghiacci scoscesi Cattedrali indecise Dallo sberleffo dei venti Ma scritte da un copione impavido Incurante d’imbarazzare afflati Dotti costì dall’insulto di Sé.