Forme d’amore

La biografia di un poeta si nasconde tra i suoi versi, si infiltra negli interstizi delle parole, mai casuali. Sebbene Pier Luigi Lattuada sia noto per la sua carriera di medico, psicoterapeuta e fondatore della Biotransenergetica (BTE), la storia della sua vita trapela dai componimenti racchiusi in questo libro più di quanto potrebbe accadere sul lettino di un terapeuta: si acquatta fra gli «aromi da gran sole / ebbri di rosmarino selvatico», tra le pieghe di un abito ricamato, tra le «cose di casa»… l’opera poetica diviene così testimonianza dell’anima, del mondo più segreto e più vero dell’autore.
Percorrendo le tappe dello sviluppo della Biotransenergetica, si potrebbe affermare che non solo l’autoritratto di Lattuada sia individuabile nella sua poesia, ma che quest’ultima detenga un ruolo da protagonista nel suo cammino esistenziale.
Fin dagli anni ‘80, infatti, appena trentenne e fresco di laurea in medicina, Lattuada, in seguito all’incontro d’amore con Marlene Silveira, comincia insieme a lei a delineare i primi fondamenti della disciplina psico-spirituale della Biotransenergetica, definendola egli stesso come un “atto poetico”, tentativo di portare la poesia nella concretezza del quotidiano, nel dialogo partecipativo con l’altro, nella relazione che cura, nella realizzazione della consapevolezza di Sé.
Intento principe della disciplina di Lattuada e, in senso macroscopico, della sua vita, è stato fin dalle origini della BTE quello di insegnare – e imparare – a riconoscere la sacralità dello slancio creativo dell’individuo in ogni sua manifestazione. Da questo punto di vista, Pier Luigi Lattuada si può definire un poeta atipico, un uomo che ha fatto della propria vita un evento poetico, tradotto, nero su bianco, nella prima raccolta di versi giovanili dal titolo Inno al tuo cuore nascosto e, vent’anni dopo, nei primi due volumi di China il capo e ringrazia. Due titoli eloquenti, che ancor prima di leggere le sillogi ci raccontano molto dei contenuti espressi e dell’evoluzione intima dell’autore.
Inno al tuo cuore nascosto, pubblicato nel 1996, raccoglie versi di ribellione, di rabbia e sofferenza; versi placebo urlati per medicare una frustrazione nata dall’impressione che quello slancio vitale tanto sentito dall’autore venisse represso dalla società:
Non potrò più amare questo mondo
dove lealtà
è ingenuo infantilismo
e misuri il tuo valore
sulla sopraffazione altrui.
Diversamente, i versi di questa nuova raccolta offrono una Weltanshauungdel tutto nuova e matura, e dichiarano la volontà dell’autore di tradurre, attraverso la polisemia poetica, il linguaggio divino del silenzio:
la tua presenza ardita,
l’intesa zitta di passi sulla neve,
la sosta zeppa di bianco
Forse
il ricamo degli abeti
composto tra il silenzio e il cielo
ritto
come la smorfia stesa dal profilo dei ghiacci
scorso
come l’inno dei santi.
Benché talvolta pecchi di manierismo, grazie alla musicalità dei versi liberi, al loro potere evocativo, alla sensualità plasmata dall’uso efficace di ossimori e sinestesie, Lattuada è in grado di far toccare con mano i propri stati d’animo più autentici e intensi. Ci lascia così intuire che il vero intento dei suoi componimenti sia una rappresentazione soggettiva della realtà, rielaborata alla luce di ricordi, sentimenti e riflessioni; una realtà che tuttavia, nel suo aspetto più concreto e quotidiano, viene sapientemente tratteggiata, tanto da proiettarci in un universo vivido, fatto di viaggi, di donne-muse, di un passato trascorso in Brasile, di richiami alle tradizioni mistiche di ogni tempo e luogo.
Un chiaro esempio è rintracciabile in questi versi:
Umida
sei bianca come Shakti in Paradiso
descrivi
il vangelo morbido dei tuoi fianchi
in prestito
al Sistina Hotel of Rome
o ancora:

Di te

mi rimane e dei tuoi fianchi
l’inclinazione sottile
gaia
l’ondulazione dell’innocenza
a declinazione dei tuoi occhi.
Intanto
d’arancio e fucsia
schizza un sole nuovo
sulla Baia di Guanabara.
Sarebbe però riduttivo attribuire ai versi di Lattuada le sole caratteristiche di una poesia intimista dagli echi neocrepuscolari. Ciò che più contraddistingue i suoi componimenti è infatti l’approccio transpersonale con cui esso si pone di fronte alla varietà delle forme d’amore che sceglie di cantare.
A colpire il lettore, anche all’interno di una stessa poesia, è il contrasto fra l’atteggiamento, il modo di pensare del piccolo uomo davanti all’amore, e la determinazione a realizzare quello che la Biotransenergetica definisce Modo Ulteriore, ovvero essere in grado di “diventare l’altro” senza opporvisi, saper gestire la consapevolezza di sé, dei propri pensieri, emozioni, immagini, ricordi, sviluppando qualità come la sensibilità, la compassione, l’umiltà, la disidentificazione, che risiedono nei territori sconfinati della Seconda Attenzione.
Svegliarsi senza te
ha inclinato il tempo
reso macigni i miei secondi da uomo
scogli gettati a mucchi
tra l’oceano delle passioni
e il quieto approdo della fiducia
I Signori della Seconda Attenzione
quali sirene della giusta azione
recitano alle mie visioni da saggio
il trionfo di un cuore adulto
deciso apposta
per camminare in Paradiso.
Amori desiderati, amori trovati, vissuti, mancati… diventano interpreti di versi densi e meditati, affatto impulsivi, anche laddove si tratti della passione carnale di un amore consumato o della dolorosa nostalgia imposta da un amore perduto, la cui assenza, anzi, si materializza attraverso la rappresentazione di una sofferenza fisica («L’assenza di te / è una nuvola dentata / che prende a morsi le mie carni»), in dicotomia con il quieto tepore che si avverte, invece, nelle poesie dedicate a quell’amore ricambiato che diviene grazia divina, dono che merita lode e riconoscenza.
Vicina mi decreti la dimora eterna di averti trovata
la deposizione degli anni
dal miraggio degli affanni mondani
suggerisci con lo sguardo
l’ingresso nella fragranza vera
che plachi la smania di Sé.
Per chi desideri conoscere l’autore e avvicinarsi in punta di piedi alla Biotransenergetica, queste poesie potrebbero rivelarsi un’ottima guida sui generis.
China il capo e ringrazia si potrebbe descrivere come una raccolta di versi trascendenti, vale a dire al di là della poesia in se stessa; leggerli potrebbe svelare al cuore il mistero dell’energia creativa che l’universo trae dall’amore per trasformarsi e manifestarsi.
Ilaria Cislaghi

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