EXÙ/ OXALÀ, ovvero Caos e Cosmos

Non poteva mancare in una visione unitaria, dinamica e interconnessa la concezione di una diade come quella di Exù e Oxalà. Allo stesso modo di yin e yang, Exù e Oxalà stanno a rappresentare le polarità complementari di ogni manifestazione dell’esistenza.
Exù rappresenta l’ombra, Oxalà la luce. Exù il principio disgregante dell’esistenza che produce caos e disarmonia, Oxalà il principio aggregante, che conferisce ordine e armonia. Dal punto di vista della fisica potremmo parlare di entropia e entropia negativa, mentre in termini energetici possiamo definire come manifestazioni di Exù il blocco, la tensione, ciò che sta fermo nel buio, e come manifestazione di Oxalà il flusso della vita, il moto espressivo biologico, ciò che si muove e viene alla luce. In termini psicodinamici l’Exù è il trauma rimosso, il conflitto non risolto, il “dramma personale del controllo” come direbbe Redfield.
Oxalà è la luce della consapevolezza, è l’occhio di Dio che tutto vede, l’osservatore dal quale procede l’osservazione. Exù è l’ombra proiettata dall’Ego nel campo di coscienza del Sé, Oxalà è la coscienza stessa, il Sé. La morale cattolica, colonizzando con i suoi santi e martiri i culti afro-brasiliani ha sincretizzato Exù con il diavolo e Oxalà con Cristo.
Di conseguenza la saggezza popolare, a volte approssimativa ma più spesso acuta, ha preso con l’identificare quelli che chiama gli Exùs con gli spiriti delle persone malefiche che in vita hanno pensato solo a ingannare il prossimo per il proprio tornaconto personale.

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