Una naturalezza antica


Ora, giunto a destinazione, dall’altra parte del mondo, spogliatomi degli abiti stretti del medico occidentale, stavo cominciando a riconoscere, forse per la prima volta in vita mia in modo così netto, gli sprazzi di leggerezza e autenticità del “trovatore spirituale”. Gettavo lo sguardo sul tetto di tronchi e foglie di cocco intrecciate, mi scuotevo nell’intimo alla scossa trasmessami dal “pazzo” che tenevo per mano, assistevo sconcertato a sensitivi gemere, rotolarsi e vomitare mentre calmavano, entrando nella loro fascia vibratoria, la crisi di epilettici stesi al suolo nel centro del cerchio, scoprivo in me una naturalezza antica possedermi dal ventre e condurmi nel ritmo di tamburi suonati all’ancestro. Poi, disteso tra il fiato di tanti, stetti zitto a ritrovare il ricordo.


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