NON-FARE (Pratica di BTE)

L’immagine che abbiamo di noi stessi, di quello che dovremmo essere e del mondo nel quale viviamo ci spinge costantemente ad adeguarci a essa.

Così per inseguire un’immagine ideale, ci sforziamo di tenere tutto sotto controllo e perdiamo di vista noi stessi e i ritmi del nostro organismo.

Se proviamo a fermarci, ci renderemo conto che siamo sempre dove dobbiamo essere e che tutto sta già succedendo.

Le cose cambiano quando le lasciamo come sono, non quando vorremmo che fossero come non sono.


Siediti comodamente o stenditi, prendi un po’ di tempo perché la vita faccia semplicemente il suo corso.

Da’ un po’ di tempo alla tua mente per tranquillizzarsi, sentirsi a suo agio.


Da’ un po’ di tempo al tuo corpo per rilassarsi, abbandonarsi.

La tua bocca è aperta, i tuoi occhi sono chiusi.

Da’ un po’ di tempo al tuo respiro, per farsi ampio, lento, profondo.

Ascolta, sei a casa tua, dentro te.


Osserva la tua nuca, il collo, le spalle, le braccia, gli avambracci, i polsi, le mani, le dita delle mani, la schiena, tutta la colonna vertebrale, i glutei, le cosce, i polpacci, i talloni, tutto il tuo corpo aderisce al suolo.

È rilassato e abbandonato.


Ora puoi restare qui senza fare nulla.

Non c’è nulla che tu debba fare, nulla che ti viene richiesto, nessuna domanda alla quale rispondere.

Non fare vuol dire non forzare, non resistere, non bloccare il tuo respiro, ma nemmeno cercare di modificarlo; non cercare di rilassarti, ma nemmeno contrarti, non scacciare i tuoi pensieri ma nemmeno seguirli.

Non fare vuole dire semplicemente restare qui.

Come la madre terra che sta ferma ma genera ogni cosa.


Potrai così sentire a poco a poco il tuo organismo riprendere il suo spazio e i suoi tempi, potrai avvertire i tuoi ritmi armonizzarsi: le tue cellule pulsare, il tuo respiro andare e venire, l’energia vitale fluire dentro te.

 

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