La BTE e i quattro quadranti: il metodo nel quotidiano



La ricerca
Diverse ricerche concordano nel ritenere che il comune viaggio verso il benessere degli esseri umani sia determinato da diversi fattori raggruppabili in tre grandi sottosistemi: i fattori ereditari, quelli ambientali e quelli interiori.
Una recente indagine (Lukoff, Hartelius 2011) sembra rilevare che circa il 50% della responsabilità del nostro benessere sia da attribuire ai fattori ereditari, il 40% circa alla padronanza dellesperienza interiore e solo il 10% circa agli avvenimenti esterni.
Se prendiamo per buoni questi dati e proviamo ad analizzarli ci troviamo di fronte a un quadro interessante.
Vogliamo pure espandere il concetto dei fattori ereditari fino a comprendere i fattori cosiddetti karmici, riconducibili quindi alla nostra condizione spirituale o a considerare linfluenza di forze super-consce di ordine transpersonale, resta pur sempre al dialogo partecipativo tra noi stessi e lambiente, non più del 50% della responsabilità del nostro benessere interiore.
Allinterno del dialogo partecipativo con lambiente la responsabilità sembra inoltre ampiamente sbilanciata sul versante interno svelandoci così una condizione per la quale lazione di una metodologia terapeutica quale essa sia, di per sé, non raggiunge lincidenza del 10% nel determinare il nostro benessere.
Brutta notizia per i terapeuti di ogni ordine e grado.
Non direi. Ogni verità, ammesso che di verità si tratti, è sempre un dono.
Una verità, però, che porta con sé alcune implicazioni.
Implicazioni
La prima è che i terapeuti possono rilassarsi, non sono così importanti, figuriamoci il loro metodo.
La seconda è che, alla luce dei dati citati, appare grottesca la pretesa della scienza di cercare nei risultati (efficacia terapeutica) la validazione di un metodo.
La terza è che i focus deve essere spostato dal metodo al dialogo partecipativo. Se, come ricorda Bateson, levoluzione dellindividuo non può che essere evoluzione dellindividuo con il suo ambiente, loggetto di studio non può essere il metodo, ma dovrebbe coincidere con il soggetto che fa lesperienza del metodo, unitamente al metodo.
Un buon metodo
n sanscrito la sillaba sacra Om è composta dalle lettere AUM, dove A sta per lessenza, U sta per lapparenza, M indica lunione inscindibile delle due. I senso più lato A sta anche per il modo e U per la cosa, A per la coscienza U per la materia, A per il campo, lambiente U per lindividuo, oppure secondo unaltra chiave di lettura A sta per lindividuo, inteso come essere e la U sta per il metodo.
Allo stesso modo, Om Mane Padme Hum il mantra, così pare, più recitato al mondo, significa letteralmente: Il gioiello è nel loto dove per gioiello sintende il metodo e per loto la saggezza del cuore.
Ne consegue che il metodo più funzionale al dialogo partecipativo tra soggetto e ambiente si configura come quello in grado di creare le condizioni del suo stesso superamento, in grado di funzionare da catalizzatore di processi di trasformazione interiore.
Se poi consideriamo che ogni sistema vivente sembra essere in grado di auto-organizzarsi, vale a dire auto-rinnovarsi ritrovando lequilibrio quando perduto e auto-trascendersi in processi creativi di ordine evolutivo, ci accorgiamo che al cospetto di un quadro come quello descritto un buon metodo non può che configurarsi come un “non intervento” come una strategia non strategia, come un fare senza fare, per dirla con la saggezza taoista.
Il toroide
Lo schema di base dei processi viventi sembra  infatti essere il torride.
Foster Gamble, nel suo sito www.thrivemovement.com, definisce il toroide come un vortice di energia a forma di ciambella che si presenta ad ogni livello, dagli atomi alle galassie, organismo umano compreso, delineando così un universo frattale (struttura che si ripete ad ogni livello).
Il toroide inoltre secondo lo scienziato e filosofo Arthur Young è lunico modello di energia che può auto-sostenersi ed è fatto della stessa sostanza dellambiente che lo circonda, come un tornado o un anello di fumo.
Approfondendo lo studio del modello toroidale, ci ricorda Gamble, Buckminster Fuller uno degli inventori più prolifici del secolo scorso, ha coniato il termine di equilibrio vettoriale VE per definirne la sua struttura di base, lunica forma geometrica nella quale tutte le forze in gioco sono uguali e equilibrate, i vettori, cioè le linee di energia sono di uguale lunghezza e forza. Una forma non visibile, solo immaginabile, si pensi al campo magnetico che aggrega la limatura di ferro in una forma definita o al campo dal quale affiorano le onde del mare e sarà forse più semplice concepirlo come il vuoto dei fisici, la madre di tutte le forme e le simmetrie visibili.
Una forma non visibile, un campo implicato che però per essere presente in tutti i livelli si dispiega secondo un codice a spirale definito dal numero di Fibonacci, chiamato per la precisione spirale phi, lunica forma presente in natura che consente ai sistemi di crescere mantenendo la proporzione tra le loro parti.
Riflessione
Se ci fermiamo un attimo a riflettere ci troviamo di fronte ad un universo dinamico e interconnesso, illimitato e partecipativo la cui struttura di base a un tempo estremamente fluida e totalmente stabile, invariabilmente unica e straordinariamente molteplice, inevitabilmente interconnessa ma precisamente individuata, rigorosamente ordinata e caoticamente vorticosa, equilibratamente omeostatica e creativamente evolutiva.
LIntervento possibile
Tornando ora alla questione del metodo, ci risulta chiaro come al cospetto di un organismo vivente che esprime un campo dinamico, interconnesso, omeostatico ed evolutivamente creativo, lintervento possibile dovrà caratterizzarsi come un astensione all’interferenza, ma semmai come un’alleanza alla risonanza; un intervento che sappia creare le condizioni per il rispetto del processo e sappia insegnare all’individuo il riconoscimento delle  modalità con le quali lo ostacola.
Un metodo che scompare a se stesso suggerendo sottovoce come allearsi al processo evolutivo del vivente.
Un metodo che si fermi sulla soglia senza alcuna pretesa di sostituirsi alla saggezza del campo unificato del vivente, un metodo assolutamente disinteressato al risultato, ma attento a creare le giuste condizioni per la giusta azione, il corretto dialogo partecipativo tra l’individuo e il suo ambiente.
Precisazione
Detto questo si rende necessaria una precisazione circa cosa si intenda per individuo e cosa per ambiente.
L’individuo, quale sia la mappa con la quale si voglia definirlo, può essere descritto con la metafora della matrioska, quelle bambole russe che contengono diverse repliche di sé una dentro l’altra. Possiamo dire che si caratterizza come un sistema di sotto-sistemi su diversi livelli in dialogo tra di loro. Si considerino, ad esempio, Il livello del corpo fisico con i suoi organi e apparati, il livello dell’energia vitale che lo nutre, il livello delle emozioni e dei sentimenti, quello mentale e quello spirituale. Anche questi livelli sono a loro volta suddivisibili in altri sottostanti ordinati secondo una progressione verticale o contigua secondo una scansione trasversale.
Secondo questa visione possiamo affermare che per ogni sotto-sistema il sistema che lo comprende si caratterizza come l’ambiente col quale è interconnesso tramite un dialogo partecipativo. Per il globulo rosso il sangue è l’ambiente, per i denti la bocca èl’ambiente, per i polmoni il torace è l’ambiente e così via.
Per semplicità consideriamo il sistema individuo prendendo in esame due grandi sotto- sistemi di ordine psicologico: l’io e il sé. L’io può essere considerato l’insieme delle funzioni consce, ciò che sappiamo di noi stessi e il sé la totalità del nostro essere, l’insieme delle funzioni, inconsce, consce e super consce, ciò che ancora non sappiamo di noi, ad esempio le nostre potenzialità creative, ciò che non vogliamo sapere di noi stessi, le ombre che vogliamo ignorare, ciò che non serve sapere, vedi il funzionamento dei nostri processi biochimici, ciò che crediamo di essere e così via.
Dialogo partecipativo
Da questo punto di vista il Sé può essere considerato l’ambiente dell’io e il dialogo partecipativo tra di loro si definisce come il processo dinamico fondamentale alla base dell’esperienza interiore.
Un esperienza interiore che è già quindi, intrinsecamente, esteriore dal momento che il Sé in quanto territorio da esplorare, campo esteso, si caratterizza come “altro”, l’altro primordiale, per il limitato campo di coscienza dell’Io.
Un secondo livello di alterità è riconoscibile negli altri individui, concetto estendibile a tutti i sistemi viventi; si tratta del livello del comportamento che regola la relazione io l’altro.
 Un terzo livello partecipativo è quello che coinvolge l’io e il suo ambiente culturale rappresentato dal confronto tra le diverse visioni del mondo e di se stessi, le credenze, i condizionamenti culturali, i sistemi di valori, le regole etiche e morali, i giudizi e i pregiudizi; si tratta del livello partecipativo che definisce il rapporto tra io e contesto culturale collettivo al quali i diversi individui appartengono.
Un quarto livello di riferisce al ruolo sociale degli individui e prende in considerazione il loro ruolo nella società, il loro posto nel mondo; definisce il rapporto io mondo.
La metodologia Biotransenergetica
In Biotransenergetica,(BTE) modificando i quattro quadranti indicati da Wilber (1999) leggiamo quindi il dialogo partecipativo Io/ ambiente secondo i quattro livelli indicati: Io/sé, Io/tu, Io/ noi, Io/loro.
La metodologia BTE, come qualsiasi altra metodologia, per quanto efficace, è in grado di contribuire al dialogo partecipativo in oggetto con incidenza variabile sui diversi livelli in quanto la componente interiore ( ciò che l’Io ne fa del metodo) ha una rilevanza diversa nei diversi quadranti.
Nel rapporto Io/Sé, il ruolo degli insegnamenti e delle pratiche BTE può dispiegarsi nella sua pienezza dal momento che questi vengono erogati attraverso un esperienza diretta.
Il modo col quale i destinatari dell’esperienza saranno in grado di assimilarla e di portarla nel mondo delle relazioni con l’altro, l’ambiente culturale e la società dipenderàfortemente da ciò che l’individuo deciderà o sarà in grado di farne dell’esperienza stessa.
Una metafora
Per comprendere useremo una metafora. Lesposizione al sole, abbronza la pelle e riscalda le membra. La metodologia BTE produce in me degli effetti in grado di favorire processi di trasformazione verso la padronanza dell’esperienza interiore e la realizzazione del Sé. Se io mi vesto da capo a piedi e mi proteggo con una crema ad elevata protezione il mio colorito resterà chiaro. Se poi dopo l’esposizione al sole mimmergo in una vasca di acqua gelida, il calore immagazzinato si disperderàvelocemente. Se all’uscita da un seminario o da una sessione BTE mi dimentico completamente di quanto vissuto o se nelle scelte della mia vita quotidiana scelgo di seguire vecchie abitudini e se nella mia relazione con gli altri scelgo di farmi guidare dalle mie paure gli insegnamenti e le esperienze saranno stati inutili.
Libero arbitrio
Nel rapporto Io/tu e io/ noi l’azione di una  metodologia teorico – esperienziale come la BTE sarà fortemente subordinata dalle scelte individuali a loro volta condizionate dai modelli culturali introiettati. Nel mondo della moda ad esempio è noto che la luce del sole rovina la pelle, quindi molto più facilmente troveremo persone che evitano l’azione abbronzante dei raggi solari.
L’azione dell’ambiente e del metodo si riduce ulteriormente in riferimento al quarto quadrante, quello del rapporto dell’individuo con la società. La scelta di quale posto occupare nel mondo e di che ruolo svolgere nella società è fortemente determinato dalla responsabilità individuale.
Il sole ha poco a che fare con la mia scelta di mostrare a tutti la mia abbronzatura e vantarmene nel più tipico stile narcisista o di nascondersi alla sua luce aderendo ad esempio alla cultura dark.
Paradosso
Alla luce di queste considerazioni potremmo chiedere al nostro metodo oltre alle caratteristiche precedentemente citate quella di essere in grado di prolungarsi oltre se stesso.
Il nostro paradosso si arricchisce così di un’altra diade complementare: la scomparsa e la persistenza.
Stiamo chiedendo a un metodo efficacia e umiltà allo stesso tempo, identità e dinamismo, azione e non azione, attenzione e rispetto, distacco e amore, scomparsa a se stesso e persistenza oltre se stesso.
La luna, direte voi.
Il sole, la luna e le stelle, diciamo noi, perché no.
Della metodologia BTE abbiamo parlato ampiamente altrove, vogliamo in questa sede occuparci di elaborare delle  proposte che creino le condizioni perché la BTE persista oltre se stessa, pur scomparendo a se stessa.
In pratica, proposte che rispondano alla domanda, ma devo praticare BTE tutta la vita? Ma quando ho finito la formazione o la terapia cosa posso fare? Come può una metodologia agire sul quarto quadrante prolungando la sua sfera dazione nella vita quotidiana?
Docenza
La docenza è la prima risposta: imparo a insegnare ciò che è stato buono per me.
Il corso per Docenti BTE é aperto sia a Psicoterapeuti che a Counselor BTE e ha durata triennale.
L’ottenimento del titolo di Docente BTE offre la possibilità di:
1.  Insegnare la BTE, previo accreditamento, mediante attivazione di corsi di Counseling Transpersonale.
2.    Svolgere attività di tutoraggio ottenendo così crediti ECM.
3.    Essere inseriti nelle liste dei supervisori e quindi seguire gli allievi con incontri individuali a pagamento.
4.    Ottenere la qualifica di Counselor Trainer presso la FAIP Counseling.
5.    Partecipare gratuitamente a corsi BTE tenuti da altri docenti.
6. Chiedere l’apertura di una sede Om, Associazione per la Medicina e la Psicologia Transpersonale sul proprio territorio
Per scaricare il programma dettagliato: www.integraltranspersonal.com
SIBTE
La Società Italiana di Biotransenergetica è un istituto di Om che si occupa di gestire l’Elenco professionale di BTE che raggruppa tutti gli Psicoterapeuti e Counselor BTE accreditati e in regola con gli aggiornamenti. L’iscrizione prevede il rispetto di un regolamento e di un codice deontologico.
Sedi SIBTE
Ogni Psicoterapeuta o Counselor BTE può chiedere l’apertura di una sede della SIBTE acquisendo il diritto di utilizzare il marchio dell’Associazione Om. Il rapporto tra l’Associazione e le sedi è regolato da uno specifico accordo.
Rete MINT
Nasce con l’intento di creare una comunità ad alta sinergia tra tutti coloro che avendo terminato un percorso BTE si vogliono muovere attivamente sul territorio. Il progetto è regolato da un accordo di reciproco scambio  dove ITI mette a disposizione i propri servizi (sito, newsletter, contatti istituzionali, immagine)  e il singolo professionista le proprie competenze sul territorio.
Cerchi di pratica BTE
É auspicata e favorita tra i professionisti, gli allievi in formazione l’istituzione di gruppi continuativi di pratica nelle diverse località sul territorio.
Diario di bordo
È istituito un apposito spazio nella sezione ITI member del sito www.integraltranspersonal.com, dove i vari membri sono invitati a fornire un feedback sulle loro attività sul territorio in modo da fornire agli altri membri stimoli e ricevere da questi suggerimenti.
Eventi BTE
Sono organizzati periodicamente eventi, alcuni una tantum, come ad esempio i Sabati Olistici o presentazioni di libri e conferenze, altri a cadenza fissa come ad esempio il Dies Accademicus. Sono in programma eventi quali festival e celebrazioni di solstizi ed equinozi ai quali tutti i membri sono invitati a fornire il loro contributo.
Fattoria Monte Carmel
Monte Carmel è uno spazio creato per accogliere e favorire le attività di ordine transpersonale a disposizione di chiunque voglia operare con intento puro e cuore aperto nella direzione della realizzazione del SéÉ da considerarsi a tutti gli effetti una casa comune della BTE. 
P. L. Lattuada M. D., Ph. D

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