Interruzione, da Sei un Genio, P.L.Lattuada, ITI EDIZIONI

Volendo ordinare gli eventi secondo un corso lineare, dovremmo cominciare a rilevare che quel giorno allo Stora, così si chiamava il torrente, la notte cadde su Luis quasi di sorpresa. Dopo aver saltellato sui massi e rovistato il cielo in cerca dell’alito ricurvo dei falchi, Luis si acquattò tra sabbia e pietra in attesa della prima stella. Stella da attendere distesi, tanto il presuntuoso baratro della sua luce avrebbe stupefatto il tempo.
Senza che egli avesse una precisa intenzione, tutto incominciò ad accadergli dentro e intorno: le luci, le ombre, le voci, il viaggio che non c’è.
Tralasciando i dettagli, potremmo occuparci direttamente del momento nel quale il suo sguardo interiore fu condotto a ritroso da una forza occulta schiudendogli scenari riconducibili alla sua vita trascorsa, indietro fino all’utero e forse oltre, in rotta verso le praterie sconfinate della coscienza transpersonale. Immerso nella notte della coscienza, e suo malgrado, si ritrovò ad assistere a eventi che gli accadevano lasciandolo in balia di stupore, malcelato stupore.
Assistette a quello che parve configurarsi ai suoi occhi come il momento del suo concepimento; ebbe esperienza dell’ovulo, dello spermatozoo, di una sagoma bianca in discesa da un imprecisato altrove, del suo entrare nella vita, di una scomparsa e di un nuovo inizio.
Si vide nella Francia dell’ottocento, lui ragazzo, vestito da signore, il suo castello, il salone, il camino, una donna, la sua sorellastra (sua madre attuale?), il suo assassinio per strangolamento.
Ed ecco la voce. Così ebbe inizio il dialogo che Luis intraprese con non si sa chi, il quale veniva da non si sa dove.
«Forse che tu sia alla ricerca dell’inizio? Forse che l’illusione di te possa beffarti al punto da farti credere che tutto possa avere avuto inizio con la nascita? Con tutta quella fatica per venire al mondo, con il sangue, il sudore, il dolore, la paura? Forse che l’utero possa definirsi la casa dalla quale provieni, la fucina dei tuoi drammi, per via dei messaggi contradditori in arrivo dalla madre sotto forma di emozioni intense, battiti irregolari, contrazioni muscolari, mediatori chimici?».
Presa dall’incanto di quella forza a un tempo bruta e soave, che insieme lo nutriva e lo imprigionava al suo cospetto, la mente reattiva di Luis non poté astenersi dal considerare la questione:
«Già, per alcuni, molti in verità, e pensava ai popoli orientali, l’errore verrebbe da un passato lontano, quando, per esempio, in altre vite furono trafitti da una freccia, sbranati da una belva o bruciati sul rogo. Per altri, pochi in verità, si riferiva a una certa scuola psicologica, anche se forse sono quelli che parlano più forte nel nostro contesto culturale di riferimento, l’errore, cioè il trauma originario, andrebbe ricercato nei  primi anni di vita, nel rapporto reale e simbolico, con il seno della madre, con il pene del padre. Per la religione cristiana, non poteva che finire lì la sua divagazione psicodinamica, l’inizio andava ricercato nella mela di Eva e nella conseguente cacciata dall’Eden. Comunque sia,»concluse « sembrano tutti d’accordo nel ritenere che a un certo momento, il brutto giorno delle fiabe, sia successo qualcosa. Qualcosa che conferisce un motivo alla sofferenza, che giustifica l’incapacità o impossibilità di vivere felici».
La voce, che tra le sue qualità possedeva quella di sapersi fare da parte, persistere nel silenzio e onorare con ascolto, rispettoso, paziente, amorevole ascolto, i pensieri e le parole del suo interlocutore, riprese:
«Tutti sembrano molto più interessati a trovare una giustificazione alla propria sofferenza che a trovare il modo di vivere felice, impiegano molto più tempo ed energia a cercare dei colpevoli per la propria situazione che ad assumersi la responsabilità per le proprie scelte».
«Sì è vero, la gente non si assume le proprie responsabilità, la gente è inaffidabile, ciascuno pensa solo a se stesso».
Luis si ritrovò ad annuire tra sé e sé.
«Sei abilissimo, sei un genio. La tua abilità nel trovare pretesti per continuare a essere come sei, a cercare colpevoli, cause e spiegazioni per la tua condizione è assolutamente notevole. E se provassi a invertire il flusso?».

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