CABOCLOS: L’UOMO PRESENTE

Come si diceva, secondo la tradizione i caboclos sono eguns, vale a dire “vibrazioni” che hanno già vibrato nella fascia dell’umano. Nella realtà del Brasile odierno, i caboclos sono gli abitanti delle regioni amazzoniche nati dall’incontro tra le razze indigene e i neri giunti in catene dall’Africa.

Nell’Umbanda essi sono raffigurati come Indios valorosi e fieri, seminudi, con il corpo dipinto, il capo ornato di piume d’uccello e il braccio armato da lance o frecce. L’esperienza interiore dell’energia del caboclo può venire definita in questi termini: “cuore leggero, mente vuota, occhi chiari”.

Si tratta di quella forza che nasce dalla “costante presenza a se stessi” e dalla consapevolezza di “onorare la propria natura”. Le sue qualità sono: consapevolezza, fermezza, nobiltà d’animo, volontà spirituale ecc.
L’archetipo del caboclo esprime l’uomo individuato, quello che ha trovato la sua strada, che procede con fermezza nella realizzazione del suo compito esistenziale avendo trasceso i bisogni personali ed essendosi liberato dalla schiavitù dell’ego. Egli ha come unico intento quello di procedere lungo il suo cammino di realizzazione spirituale e possiede la forza necessaria per superare ogni ostacolo che tenti di bloccarlo come le tentazioni del piccolo uomo quali successo, potere, denaro ecc.

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