Il modo ulteriore 3: Sentire come, invece di… capire perché

Sentire come, invece di… capire perché
Dedichiamo ora qualche minuto del nostro tempo a un semplice esperimento.
Proviamo a chiudere gli occhi e a seguire i nostri pensieri per alcuni istanti… Ora osserviamo il nostro respiro.
Con certezza potremo constatare che si era bloccato.
Quando seguiamo il flusso dei pensieri, blocchiamo il flusso della vita.
Ora riflettiamo su quanto tempo dedichiamo, nella nostra giornata, ad ascoltare il nostro respiro e quanto a seguire i nostri pensieri. Ecco individuato uno dei fattori principali di malattia nella nostra società:
Dedichiamo molto più tempo a pensare i nostri pensieri che a sentire lo scorrere della vita stessa.
Così facendo provochiamo in noi delle reiterate, incessanti, interruzioni dell’energia vitale. Ma non ce ne rendiamo conto. Salvo poi avvertire mal di testa. Allora per prima cosa cerchiamo di farlo sparire. Se non ci riusciamo ci chiediamo perché. Anziché osservare cosa stiamo facendo, anziché sentire come stiamo costruendo il nostro mal di testa, anziché ascoltare cosa ci sta chiedendo, cerchiamo di capirne le cause. Cioè non osserviamo quello che sta succedendo ora, quello che è lì da vedere, per pensare a quello che era successo prima, che difficilmente potremo riconoscere. Non facciamo ciò che potremmo fare adesso per pensare a ciò che non avremmo dovuto fare prima

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